tutto nacque da qui...

Sono figlio di una casalinga e di un ferroviere, l’ultimo dei sei figli, nato a Ragusa nel 1951. Ho trascorso la mia infanzia e parte della mia giovinezza con i miei genitori e fratelli, nel casello ferroviario numero 350, sito in aperta campagna a ridosso della linea ferroviaria Modica - Siracusa, tra le stazioni Pozzallo – Sampieri (RG).


La mia residenza, il casello ferroviario numero 350. Vicino alla staccionata la mamma Giuseppina (foto B. Fiorilla)

Il casello era un luogo silenzioso soprattutto in alcune ore della giornata ed era come se avesse qualcosa di fiabesco; a tratti si udivano i vari suoni della natura, quando c’era molto silenzio si sentiva in lontananza anche il suono del mare. Ma quello che li sovrastava tutti e scandiva le ore della giornata era quello del treno. Il mio risveglio mattutino coincideva con il fischio insistente della littorina che trasportava di buon'ora gli studenti e i lavoratori.


Dispositivo di comando del fischio vicino all'imperiale della locomotiva (foto A. Brasca, anno 2005)

I mezzi che passavano più frequentemente erano: la locomotiva a vapore 740, la ALn772, la ALn668 e la DE343.


Aln772 in transito da un casello nei pressi di Sampieri (RG). (foto R. Fiore)

Periodicamente, davanti al casello, si fermava il treno che riforniva di acqua potabile il pozzo situato nel cortile.


Il pozzo dell'acqua (Foto B. Fiorilla)

Questo treno veniva effettuato con la locomotiva a vapore 740.


Carro cisterna per il trasporto dell'acqua potabile, D.L. di Trapani, anno 2003 (foto W. Bonmartini)

Era caratterizzato da sei carri cisterna a due assi (alcuni con la garitta, postazione del frenatore), uno a tre assi che conteneva due cisterne con la garitta e un carro bagagliaio.


Garitta con il freno a mano (foto a sinistra) ubicata all'estremità dei carri, postazione del frenatore (foto A. Brasca, anno 2003)

A circa 180 metri dal casello, vi era un passaggio a livello da cui transitavano principalmente carretti e la macchina del Cav. Colombo


(foto B. Fiorilla)

e una garitta, una piccola struttura che serviva al personale per presenziare il passaggio a livello in caso di malfunzionamenti e per riporre attrezzi.


Garitta ormai semi-distrutta (foto S. Fiorilla, anno 2018)

Il passaggio a livello del casello veniva manovrato a distanza, attraverso un meccanismo a manovella (Arganello), dal personale in servizio al casello 349: uno zio materno. Questo casello distava 1 Km dal mio e si trovava sulla strada provinciale.


A sinistra, casello 349; a destra arganello (foto A. Migliore)


Carretto (foto A. Migliore, anno 1975)

Fino ai primi anni 70 la mia vita si è svolta solo in questo contesto ferroviario e rurale che ha condizionato fortemente i miei interessi e le mie scelte future.